mercoledì 20 luglio 2022
Segreti di Famiglia (Recensione "The Strange Thing About the Johnsons" di Ari Aster)
giovedì 25 marzo 2021
Un miglioramento inaspettato (Recensione "Make It Until Morning" e "Make It Until Midnight")
Dopo aver nuovamente sfogliato il vasto catalogo di HODTV, piattaforma di streaming italiana di film e cortometraggi horror e thriller indipendenti, abbiamo scelto di proporvi due cortometraggi con soggetto gli ormai fin troppo comuni zombie: Make It Until Morning e il suo sequel Make It Until Midnight di Grant Berrios.
La recitazione dei personaggi appare
inoltre leggermente migliorata, sebbene permanga il problema della presenza di
dialoghi e azioni prive di senso logico, volti semplicemente a far evolvere la trama
nella direzione desiderata.ARTICOLO DI
venerdì 19 febbraio 2021
Corto rosso o corto blu? (Recensione "Van" e "Ceux Qui Peuvent Mourir")
Nutro un profondo rispetto verso i cortometraggi indipendenti che, nonostante non siano privi di difetti, riescono a raccontare qualcosa di unico ed intrattenente. Questo è il caso di due corti dai colori praticamente opposti (uno con tonalità rosse e l'altro blu) che ho visto su HODTV, una piattaforma streaming che offre un ampio catalogo di thriller ed horror (molti targati Midnight Factory). Potete trovare lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi, tutti diversi tra loro!
Il primo di questi corti si chiama Van, diretto da Domonic Smith nel 2016 e basato sulla breve storia “Waiting for you” di Richard Beckham.
Lo short movie, della durata di dieci minuti, parla di Laura (Linda Roser) che, di notte, si ritrova all’interno della sua macchina quando riceve una chiamata da una sua amica, Julia (Diana Riley), la quale supplica di andarla a prendere. Quando le manda l’indirizzo, però, troverà qualcos’altro ad aspettarla: un misterioso van rosso…
La prima cosa che colpisce in questo corto sono i colori: l’estetica del film infatti si concentra sul rosso e qualche sfumatura di verde, che sono presenti nelle luci degli abbaglianti, quelle delle strade e, ovviamente, l’intenso rosso del furgoncino. Non basta una buona estetica per considerare un prodotto sufficiente, ma in questo caso il corto ha dalla sua parte la recitazione delle protagoniste, che splende negli ultimi minuti, qualche ottima sequenza e in generale delle buone inquadrature.
Il finale potrebbe risultare prevedibile, essendo un tema rivisitato molte volte da persone e media diversi, però non mi è dispiaciuto. La breve scena con il ragazzo di Julia, Travis, era abbastanza inutile e messa lì solamente per usare uno jumpscare mal riuscito; fortunatamente, per il resto del corto non sono presenti questi meccanismi per incutere paura: Van, nella sua breve durata, riesce a creare tensione e suspense.
Domonic Smith ha lavorato, oltre che su altri short, anche ad una web-serie antologica intitolata Terror Tales di cui ha diretto cinque episodi; qui trovate il canale dove vengono caricati gli episodi.
Il secondo corto, intitolato Ceux Qui Peuvent Mourir (Those Who Can Die) è stato diretto da Charlotte Cayeux nel 2017.
Zoé (Zoé Garcia) è una ragazza di quindici anni che viene mandata in un collegio assai particolare: le regole sono rigide e austere, e brutte cose accadono a chi ci si oppone; i ragazzi, d’altra parte, non fanno trapelare nessuna emozione. Marie (Lilas Richard) sembra una delle poche ad essere normale, infatti instaurerà un legame con la protagonista e progetteranno la fuga da quel posto, scoprendo il reale motivo per cui siano state mandati lì…
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lunedì 7 settembre 2020
Brevi visioni di morte (Recensione "Inner Land" e "The Daughters of Virtue")
L’altro giorno, mentre facevo un giro su HODTV, mi sono imbattuto in due corti parecchio notevoli. Per chi non sapesse cosa sia HODTV, sostanzialmente è una piattaforma streaming che propone un'ampia gamma di titoli horror, thriller e mystery, di cui gran parte sono indipendenti. Tornando a noi, oggi volevo parlarvi di questi due cortometraggi, appunto, visto che mi hanno colpito entrambi in maniera diversa.
Il primo di questi due si chiama Inner Land, scritto e diretto da Vivian Papageorgiou; la storia parla di una giovane insegnante (interpretata da Andromachie Makridou) che va a lavorare in una strana scuola, dove la sua cognizione del tempo differisce da quello dell’edificio. Lentamente, gli insegnanti e gli alunni tenteranno di intrappolarla in quel piccolo mondo cadaverico. Ci riusciranno? Sta a voi guardare e scoprirlo.
Il corto, della durata di 18 minuti, riesce a raccontare un’interessante e coinvolgente storia su una mini-società, in cui ogni individuo sembra quasi la copia dell’altro, soprattutto da un punto di vista psicologico e comportamentale; insomma, dei zombie. Chiunque si opponga alle regole e alle aspettative di quella società, si ritroverà con due possibilità: integrarsi e diventare uno ‘zombie’ come loro, o diventare cibo per larve.
Probabilmente metterei Inner Land in alto nella lista dei miei corti preferiti. Tutto era eccellente, dalla location ai colori, dalle inquadrature alla colonna sonora, dalla performance degli attori, inclusi i bambini/studenti, alla trama accattivante che, secondo dal mio punto di vista, critica un po’ la società nostrana. Questi elementi riescono a creare un’atmosfera davvero affascinante e poetica, cosa che mi ha fatto innamorare di quest’opera.
Il secondo corto di cui parlerò è chiamato The Daughters of Virtue, scritto e diretto da Michael Escobedo. Probabilmente qualcuno di voi lo ha già visto poiché nel 2019 è stato pubblicato sul famoso canale youtube ALTER, ricevendo parecchie visualizzazioni che, al momento, ammontano a 550 mila.
Negli anni Ottanta, una casalinga di nome Alice (interpretata da Sylvia Panacione) invita a casa sua un gruppo di preghiera composto da sole donne. Ma, durante l’incontro vengono a galla segreti e scandali che porteranno ad una folle convinzione da parte della leader del gruppo, Betty (Maria Olsen), riguardo Alice.
Il corto, dalla durata di 12 minuti, ha un forte elemento retrò che richiama le pellicole uscite negli anni in cui è ambientato, in maniera non banale; ciò è stato reso possibile e credibile, grazie ad un comparto audio e sonoro fenomenale, alla bravura delle attrici e della fotografia del film. Quest’ultimo punto in particolare, l’ha tramutato da buon prodotto a una piccola perla: ho adorato le inquadrature e l’utilizzo della luminosità che assume un verde vivace, presente durante tutto il corso dei dodici minuti, dando carattere alle scene. Il risultato è qualcosa di semplicemente memorabile ed iconico.
Quale di questi due corti vi ha intrigato di più? Li conoscevate o non ne avete mai sentito parlare prima d’ora? Ad ogni modo, io ve li consiglio entrambi, sono due piccoli capolavori da non perdere assolutamente e, come anticipato, potete trovarli entrambi su HODTV, assieme a centinaia di altri titoli. Per iscrivervi basterà cliccare qui e, se non siete sicuri, vi è comunque una prova gratuita!
mercoledì 29 luglio 2020
L'Italia che fa paura - Una donna nel buio (Recensione "Malum Æterni")
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| Dietro le quinte del cortometraggio |
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| Il regista Luigi Scarpa sul set |


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