domenica 1 settembre 2019

Stuck right in the middle (Recensione "Half-Life: Blue Shift")

Half-Life: Blue Shift fu la seconda espansione di Half-Life sviluppata dalla Gearbox Software. Il gioco doveva inizialmente essere un add-on esclusivo per la versione Dreamcast di Half-Life, ma, dopo la cancellazione di quest'ultima (probabilmente per problemi di ottimizzazione), venne portato su PC dalla Gearbox e pubblicato dalla Sierra Entertainment il 15 giugno 2001.
L'incidente di Black Mesa è questa volta vissuto attraverso gli occhi di Barney Calhoun, una guardia di sicurezza impiegata presso il suddetto complesso di ricerca. Quella che sembra una normale giornata lavorativa viene interrotta dalla cascata di risonanza e dalla conseguente invasione aliena (già viste in Half-Life), spingendo il protagonista a fuggire verso la superficie, ma il viaggio sarà reso ancora più arduo dall'arrivo dei Marines della divisione HECU (Hazardous Environment Combat Unit), il cui scopo è quello di coprire l'incidente eliminando non solo gli alieni, ma anche tutti i testimoni. Calhoun dovrà quindi rintracciare uno scienziato tenuto prigioniero dai militari, il dottor Rosenberg, il quale è intenzionato a lasciare Black Mesa utilizzando una tecnologia sperimentale.
Il CD della versione Retail del gioco includeva, oltre al gioco stesso, l'Half-Life High Definition Pack, un pacchetto che aggiornava la grafica di Half-Life e delle sue espansioni utilizzando nuove texture e modelli 3d creati esportando ed aggiornando quelli della sopracitata versione Dreamcast del gioco; il pacchetto aggiornava anche le sprites per la HUD di gioco e gli effetti sonori di alcune armi, allo scopo di riflettere i cambiamenti apportati a queste ultime dal pacchetto (per esempio il modello della Glock 17 è sostituito da quello di una Beretta M9). La release statunitense di Blue Shift comprendeva inoltre una versione stand-alone di Opposing Force, mentre la versione internazionale presentava soltanto la modalità multiplayer di quest'ultimo, chiamata Capture The Flag. Tutt'oggi le novità sopracitate sono però incluse nelle versioni Steam dei rispettivi giochi.
I modelli 3D originali e quelli dell'Half-Life High Definition Pack messi a confronto
In effetti preso a se stante Blue Shift ha ben pochi contenuti nuovi da offrire: le novità più importanti si limitano ad una nuova HUD (di colore blu), un modello 3D unico per il dottor Rosenberg e alla nuova meccanica dell'armatura, che non andrà ricaricata (come accadeva in Half-Life ed Opposing Force), ma sostituita, utilizzando gli elmetti e i giubbotti protettivi trovati nelle vicinanze dei corpi delle altre guardie di sicurezza.
L'arsenale a disposizione del protagonista sarà molto limitato: non solo non saranno presenti le armi introdotte in Opposing Force, ma sarà anche impossibile acquisire alcune di quelle di Half-Life, ovvero la Balestra, le Mine a Rilevamento Laser, il Cannone Tau, la Gluon Gun e la Hivehand.

Inoltre Calhoun non affronterà i Gonome e la Race X di Opposing Force: il comparto nemici si limiterà a quello di Half-Life, con l'esclusione dei Black Ops. Risulteranno assenti anche i boss, cosa che priverà il gioco di un climax finale pienamente soddisfacente.
Tutto ciò, sommato all'assenza di una soundtrack originale (sono infatti riutilizzate le track di Half-Life e di Opposing Force) e alla breve durata del gioco (circa 3 ore), mette certamente in dubbio la definizione di "espansione" attribuita a Blue Shift.

Bisogna però riconoscere i pregi del gioco. Blue Shift non perde l'essenza di Half-Life, quei fattori che né hanno in primo luogo determinato il successo. Inoltre recupera le atmosfere inquietanti e claustrofobiche che Opposing Force, con il suo gameplay focalizzato prevalentemente sul combattimento, aveva trascurato.
Insomma, se state cercando un'espansione degna di questo nome, probabilmente Half-Life: Blue Shift vi deluderà, ma, se invece volete soltanto più Half-Life, questo è il gioco per voi.

Articolo di Sergio Novelli

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