venerdì 23 agosto 2019

Spaventose storie di fantasmi, alligatori e padri nel seminterrato - FrightFest 2019 Day One

Per questo London FrightFest ho deciso di fare qualcosa di particolare: recensire brevemente tutti i film che saranno proiettati che sarò in grado di vedere e poi, eventualmente, approfondire  singolarmente in recensioni dedicate quelli, secondo me, più interessanti.

Per chi non lo sapesse, il London FrightFest è un festival annuale di cinema horror della durata di 5 giorni patrocinato dalla Arrow Video e da Horror Channel, dove vengono presentati decine di film in anteprima inglese, europea o addirittura mondiale, che quest'anno ha compiuto il suo ventesimo anniversario. Spesso e volentieri vi sono anche ospiti di spicco del calibro di Guillermo Del Toro, Kane Hodder, Barbara Crampton e Dario Argento, presente quest'anno.

Come to Daddy
Diretto da un debuttante Ant Timpson (produttore di "ABCs of Death", "Turbo Kid", "Housebound" e "Deathgasm"), il film narra di Norval (Elijah Wood), un artista hipster in visita al vecchio padre scomparso da anni. Le cose, però, non andranno come programmato e l'assente genitore dovrà rispondere a ben più del perché abbia abbandonato lui e sua madre anni prima.

Una pellicola snervante e divertente allo stesso tempo, basti pensare che la primissima cosa a cui assistiamo é una doppia citazione di William Shakespeare e Beyoncé, per poi cambiare completamente registro dopo il primo atto, divenendo un film completamente folle con alcune morti degne di nota.

Crawl
Alexandre Aja è un regista già conosciuto per il suo controverso "Alta Tensione" (accusato di plagio del romanzo Intensity di Dean Kootz, poi effettivamente ammesso) e per i suoi forti personaggi femminili protagonisti, caratteristica presente anche in questo film.

Kaya Scodelario interpreta, infatti, il personaggio principale Haley, una nuotatrice professionista, che si reca nella sua vecchia casa durante una terribile  tempesta per salvare il vecchio padre disperso (Barry Pepper) da degli... alligatori nel suo seminterrato.
Esatto, alligatori in brutta cgi che regalano facili e scontati jumpscares mentre i due personaggi si scambiano dialoghi assurdi e fuori contesto. Devo dire altro? Pensavo bastasse alligatori nel seminterrato.

Il cane (Sugar), però, è carinissimo e per fortuna non si fa nulla, anche se Aja stesso, ospite qui al FrightFest, durante il Q&A, ha ammesso che in origine avrebbe dovuto perdere una zampetta. Un film consigliato solo per una serata con amici, ma aspettatevi un film dell'Asylum ad alto budget e prodotto da Sam Raimi (già).

Scary Stories to Tell in the Dark
Special Preview
Andrè Øvredal è uno dei registi che più si sta facendo notare negli ultimi anni con i suoi riuscitissimi "Troll Hunter" e "The Autopsy of Jane Doe", quindi non c'è da stupirsi se anche questo  prosuo nuovogetto sia decisamente notevole.

Il film, prodotto da Guillermo Del Toro, é ispirato all'omonima serie di romanzi horror per bambini non dissimili dai Piccoli Brividi di Alvin Schwartz tra il 1981 ed il  1991 ed é ambientato nel 1968, anno dell'elezione di Nixon che fa da sfondo alle vicende dei ragazzini protagonisti, in particolar modo della giovane Stella (Zoe Margaret Colletti), una giovane aspirante scrittrice dal passato travagliato che s'imbatterà nel libro maledetto di una presunta strega morta un secolo prima.

Il regista, ospite al FrightFest (e di cui intervento sarà trascritto in italiano sul sito tra qualche giorno e già disponibile nelle stories della nostra pagina Instagram @horrormoth) ha definito la pellicola un punto di partenza per giovani spettatori, nonostante sia comunque decisamente inquietante, con uno dei jumpscares meglio riusciti, a mio parere, di sempre e tanti, tanti, mostri raccapriccianti realizzati, con un'eccezione visibilissima, principalmente, con makeup e prostetici invece che cgi.
Nella speranza che questi film vi abbiano incuriosito, ci sentiremo nuovamente domani con altre brevi recensioni.

E, mi raccomando, controllate bene i vostri seminterrati, potreste trovarvi un mostro in agguato, un fantasma rancoroso.

O vostro padre, insomma.


Articolo di Robb P. Lestinci

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