mercoledì 9 settembre 2020

Dinosauri dallo Spazio Profondo (Recensione ''Il Pianeta dei Dinosauri'')

I dinosauri, prodigiose bestie estinte da milioni di anni, stuzzicano la nostra curiosità sin dalla loro scoperta e classificazione ufficiale. Non c'è da stupirsi dunque se è dall'alba della settima arte che sono i protagonisti di migliaia di racconti fantastici in cui si incontrano con l'uomo, alle volte amichevolmente altre meno. Le terribili lucertole stimolano la nostra fantasia da ben prima dell'indimenticabile e celeberrimo Jurassic Park (1993) di Steven Spielberg. Non dobbiamo dimenticarci di pietre miliari del cinema come Gertie the Dinosaur (1914) di Winsor McCay, uno dei primi cortometraggi animati in assoluto e uno dei primi esperimenti di combinazione tra animazione e live-action; o Il Mondo Perduto (1925) di Harry O. Hoyt con gli effetti speciali in stop-motion curati dal pionere Willis O' Brien che avrebbe poco dopo lavorato all'ancor più rivoluzionario King Kong (1933). 

Quello di cui parleremo in questa occasione non fa parte di questa categoria, non è nè un film innovativo come quelli sopracitati nè influente come tanti altri che sono stati omessi. Si tratta di un film dalla produzione estremamente misera, che non ottenne alcun successo quando uscì ma sarebbe diventato un cult negli anni a venire grazie al passaggio di parola e alla sua diffusione nel mercato televisivo e in quello home-video. Parleremo dello sci-fi/action Il Pianeta dei Dinosauri (1977) scritto, prodotto e diretto da Robert K. Shea. 
La storia è quella dell'equipaggio della nave Odyssey che, in seguito a un'avaria, si vede costretto ad abbandonare alla svelta il veivolo spaziale sul punto di esplodere per rifugiarsi su un pianeta vicino le cui condizioni sembrerebbero adatte alla vita. Con un atterraggio di fortuna la navicella di salvataggio precipita in un lago, e i sopravvissuti dell'Odyssey raggiungono la riva a nuoto. A causa della violenta manovra sul fondo si sono depositati la maggior parte delle armi e delle razioni che il gruppo aveva a disposizione e, nel tentativo di immergersi per andare a recuperare qualcosa, una giovane viene aggredita e uccisa da un essere acquatico non meglio identificato. 

Bloccati sul pianeta selvaggio e incapaci di spedire un s.o.s nello spazio profondo i superstiti si danno all'esplorazione, ma ben presto scopriranno di trovarsi in un mondo pressoché identico alla Terra che però è ancora dominato da bestioni preistorici. La sopravvivenza del gruppo inizierà a farsi mano a mano più difficile, quando inizierà a perdere membri, armi e scorte di cibo e specialmente dal momento in cui incontreranno un Tyrannosaurus Rex che regna indiscusso su quelle zone come predatore alfa. 
Uno degli aspetti più famosi della pellicola è il suo aspetto dozzinale, tecnicamente molto povero, con un'estetica retro futuristica fortemente derivativa da Star Trek. Oltretutto essendo uscito lo stesso anno del poco più famoso Guerre Stellari di George Lucas non ci si stupisce a vedere come in quasi tutte le locandine siano ritratti Millenium Falcon e X-Wing alle prese con i sauri, per sfruttare l'immenso impatto che da subito ebbe il blockbuster della 20th Century Fox. 

I mezzi a disposizione della crew erano così risicati che il film appare sia tecnicamente, che nel make-up, che nei costumi, che nella recitazione poco convinta della maggior parte del cast come un classico porno anni '70 (ed anche questo è uno dei motivi per cui è diventato di culto). Una delle attrici protagoniste, Derna Wylde, con la sua corta uniforme spaziale e la danza del ventre che sfoggia per intrattenere i suoi compagni di sventura, grazie a questo film divenne addirittura un sex symbol dei b-movie. Ma perché appare così ''low cost'' ? Per volontà del regista stesso, la maggior parte del già modesto budget fu spesa negli effetti speciali volti a portare in vita i dinosauri. Per questo tutto il resto dai costumi, alle location, alla fotografia, alle props appare così grossolano e plasticoso. 
Gli attori furono pagati molto meno di quanto inizialmente pattuito: la già citata Derna Wylde, ad esempio, sostenne di non essere mai stata retribuita adeguatamente. Anche la colonna sonora che ci accompagna dal primo all'ultimo minuto è molto bizzarra, talmente rumorosa e caotica nei suoi suoni sintetici di matrice futuristica da sembrare priva di una melodia vera e propria. Eppure nel film qualcosa di buono, qualcosa di memorabile, c'è. Nonostane tutto, nonostante la sua basilarità e il suo essere così dannatamente kitsch, si sente l'aspirazione e la volontà di renderlo qualcosa di più interessante e di creare una buona atmosfera fantascientifica. 

In rari ma preziosi momenti la regia ha dei particolari guizzi: la macchina da presa inizia a seguire i personaggi nelle lunghe passeggiate per le vallate aliene deserte che fanno continuamente nel corso della storia, come se fosse il punto di vista di un nuovo predatore pronto ad attaccare. Nonostante un cast poco efficace si difende anche Harvey Balor, discretamente interpretato da Harvey Shain, che nel suo cinismo e nella sua antipatia risulta come l'unico personaggio interessante e carismatico da vedere in scena (che viene, tra le altre cose, brutalmente infilzato dal corno di un Centrosaurus a cui stava provando a rubare le uova). Ovviamente, la punta di diamante del film sono proprio i dinosauri in stop-motion, di cui si è occupato un team di tecnici realmente competenti e celebri ad Hollywood guidato da Doug Beswick che annovera nella sua carriera la partecipazione a film come Aliens (1986); La Casa 2 (1987); Terminator (1984); Flash Gordon (1974); Blade (1998); i primi due Star Wars e le serie TV di Xena e Young Hercules
Come ogni monster-movie vecchio stile che si rispetti, il minutaggio dei rettiloni è limitato e non risultano sempre animati al meglio a causa delle restrizioni del budget, ma hanno comunque un forte fascino intrinseco e certe scene sono egregiamente realizzate (come quella del famoso scontro tra il T-Rex e uno Stegosauro). 

Piccola curiosità: nel film fa una comparsata il Rhedosaurus, dinosauro immaginario protagonista de Il Risveglio del Dinosauro (1953) come omaggio al leggendario effettista Ray Harryhausen, per poi essere divorato a sua volta dal feroce T-Rex. 
Dunque, se siete amanti dei dinosauri e dei film con mostri animati a passo uno, è caldamente consigliata la visione di questa pellicola di serie B tanto amata dalla nicchia, una volta riscoperta.
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