domenica 2 agosto 2020

Swamp Thing - La terza volta è quella buona

Ad ormai un anno dalla messa in onda dell’ultimo episodio vorrei parlavi di una serie che per sua stessa natura non ha mai avuto vere speranze di successo: Swamp Thing.  
La storia segue le vicende della dottoressa Abby Arcane (Crystal Reed) e di Alec Holland (Andy Bean), un biologo dal passato discutibile che, per aver ficcato il naso negli affari del suo datore di lavoro, si vede trasformare in una creatura mostruosa (Derek Mears) in grado di controllare la vegetazione.

Sin da subito la serie non teme di mostrarsi brutale e grottesca, né di accelerare il passo risolvendo in pochi episodi conflitti e sottotrame che altre serie avrebbero lasciato in sospeso per intere stagioni. Questa sua velocità nell’avanzare la trama, che tuttavia non risulta mai sbrigativa, è probabilmente dovuta al taglio improvviso di 3 episodi (da 13 a 10) al quale ha dovuto adattarsi in corso d’opera mentre erano già in fase di conclusione le riprese del decimo, costringendo gli attori a tornare sul set per rigirare intere scene entro poche settimane (per non finire come Titans a concludere la prima stagione all’inizio della seconda che, come ormai sappiamo, non vedrà mai la luce).
Molto si è speculato su questi tagli, le prime voci parlavano di diverbi artistici causati dalle atmosfere horror della serie, che per alcuni esecutivi sarebbero dovute essere alleggerite in modo da trovare un pubblico più ampio. Ma solo sei giorni dopo l’uscita del primo episodio, con l’inaspettata cancellazione, il co-creatore John Gholson ha rivelato su twitter i retroscena economici della produzione, parlando di un taglio degli sgravi fiscali promessi dalla Carolina del Nord di oltre 20 milioni, che ha portato la copertura del budget (stimato sugli 80 milioni) dalla metà a meno di un quarto del progetto totale. La notizia tuttavia non è stata mai confermata dagli organi istituzionali, visto che per legge la cifra massima rimborsabile dallo stato per una stagione di una serie televisiva ammonta a 12 milioni.

In ogni caso sono cifre alte per una serie, e tra effetti pratici, CGI e il suggestivo set della palude, il budget si vede tutto sullo schermo, andando ad offrire scenari inquietanti, atmosfere immersive ed oscure (a volte purtroppo anche senza la “o”) e costumi estremamente credibili. Proprio a causa dell’alta qualità, e quindi spesa, e alla difficile ricostruibilità del set in un altro stato, la piattaforma DCU, che già allora vedeva incerto il proprio futuro, ha ritenuto un potenziale seguito una perdita, abortendo il progetto ancora in fase di messa in onda, e scoraggiando ancor più il potenziale pubblico a seguirla.
La mossa, oltre che svantaggiosa per gli ascolti, pare una totale mancanza di rispetto nei confronti del titolo, più che ottimo, e di tutti coloro che vi hanno lavorato, Mears stesso in un’intervista ha descritto quanto improvvisa e dolorosa sia stata la cancellazione per tutti, soprattutto viste le ottime reazioni che il primo episodio aveva suscitato in critica e pubblico. E si rivela ancora più crudele davanti alla prospettiva di un tanto atteso spin-off live action della Justice League Dark.

Non è la prima volta che si tenta un progetto simile. Già nel 2013 Guillermo del Toro aveva provato a proporre un lungometraggio con protagonisti Swamp Thing, Etrigan, Deadman, lo Spettro e Zatanna. Si parlava di inserirlo nel DCEU, si parlava di un copione già scritto e proposto alla Warner Bros nel 2015, eppure verso la fine dello stesso anno del Toro dichiarò di non essere più coinvolto nel progetto. La carcassa del film, già data per morta, ottenne nuova linfa nell’agosto del 2016, quando Doug Liman venne annunciato come regista, confermando che il progetto sarebbe entrato a far parte del DCEU. Tuttavia anche questa volta non si ottenne alcun risultato, portando all’abbandono definitivo della pellicola.
Quello di Swamp Thing nel 2019 era quindi il secondo tentativo di introdurre al mondo una versione live action dell’amato team DC, e mostrava basi promettenti con l’introduzione di Madame Xanadu, Blue Devil, Floronic Man e lo Straniero Fantasma.

Verrebbe quasi da pensare il progetto sia maledetto, un’intrigante ipotesi destinata ad interessare molti senza mai vedere una conclusione, tuttavia voglio lasciarvi con un barlume di speranza. Nell’aprile 2020 infatti è stata annunciata una nuova serie live action per la piattaforma HBO Max. Questo sarebbe il terzo progetto (insieme a Overlook e Duster) prodotto in cooperazione con la Bad Robot, casa di produzione di J.J Abrams.  Ancora non si sa nulla della nuova serie se non che, a detta del content chief Kevin Reilly, avrà un budget e produzione di livello cinematografico.
Se questo progetto vedesse la luce non sarebbe solo il terzo tentativo di produrre una serie sulla JLD, ma anche la terza versione di Swamp Thing ad arrivare sugli schermi. Certo, sempre che non decidano di recuperare i cocci della serie precedente come fece la CW per Constantine nel 2015.

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