martedì 19 maggio 2020

Il Gioco dell'Ascensore - Il rituale, Elisa Lam ed il cinema

Se abitate in un condominio che conta più di 10 piani, sappiate che potete fare un rituale di origine coreana che premette di farvi viaggiare in un’altra dimensione. Però, come potete immaginare, non sarà di certo semplice. Questo è il Rituale dell’Ascensore, anche chiamato The Elevator Game.
Le regole sono queste: 
1. Entrate in un condominio con almeno dieci piani (il piano terra vale come primo) e accedete all’ascensore, verificando di essere soli.
2. Andate al quarto piano, poi al secondo, al sesto, al secondo, al decimo e al quinto, senza uscire dall’ascensore in nessuno di questi casi. Arrivati al quinto, potrebbe entrare nell’ascensore una donna, ma ricordatevi di NON parlarle e di NON guardarla. Non è ciò che può sembrare.
3. Infine, andate al primo piano. Se l’ascensore effettivamente scende, una volta arrivati dovete correre via da lì. Se invece salite al decimo piano, potete continuare. La donna potrebbe farvi una domanda, ma non dovrete assolutamente risponderle.

Una volta trovati nell’altra dimensione, vi ritroverete completamente da soli e le luci e gli aggeggi elettronici potrebbero non funzionare; inoltre, si dice che compaia una croce rossa visibile in lontananza. Quando vorreste tornare nel vostro mondo dovreste seguire gli stessi passi, ossia cliccare 4, 2, 6, 2, 10, 5 e 1. Normalmente, una volta pigiato il bottone per accedere al primo piano l’ascensore dovrebbe salire e in quel caso dovrete assolutamente premere altri numeri in modo da impedire l’arrivo al decimo. È di fondamentale importanza. Appena arrivati al primo piano, controllate se ci sia qualcosa di strano in ciò che vedete nei dintorni, e se la risposta è sì, rifate tutto da capo fino a quando non vi sembrerà di essere tornati alla vostra dimensione.
Questi sono i passaggi che il rituale ha bisogno per essere attuato, ma perché si sente nominare assieme ad una certa Elisa Lam?

Ebbene, questo cosiddetto gioco venne collegato alla morte di Elisa Lam. Per chi non la conoscesse, era una donna che restò in un hotel abbastanza particolare, il Cecil Hotel, famoso per essere luogo di svariate morti e violenza, nonché tana di ben due serial killer, Richard Ramirez e Jack Unterweger. Tornando ad Elisa, venne trovata morta in un serbatoio d’acqua dell’hotel, posto sul tetto. Il problema è, che per la ragazza era praticamente impossibile accedere al tetto, e ancora più difficile era raggiungere il serbatoio senza una scala e riuscire a togliere il coperchio. 
Elisa Lam nell'ascensore
Ma il vero mistero è un inquietante video di sorveglianza, che mostra Elisa agitata all’interno di un ascensore, bloccato ad un piano. La ragazza preme i pulsanti freneticamente, controlla i corridoi e si nasconde dentro all’ascensore, e fino ad ora nessuno è riuscito a spiegare il perché del suo comportamento. Alcuni dicono che fosse causato dal suo essere bipolare e che stesse avendo un episodio psicotico, altri che fosse sotto l’effetto di qualche droga.

Altri ancora, affermano che Elisa stesse giocando proprio al Rituale dell’Ascensore, e una prova sarebbe appunto il video: ella stava premendo quei bottoni così freneticamente perché stava cercando di azionare l’ascensore per tornare alla sua dimensione, e una volta accortasi che si era bloccato, stava controllando se arrivasse la donna nominata dal rituale. E se Elisa non fosse riuscita a concludere la sua partita? E se la donna l’avesse fatta sua, per sempre? Se volete sentire la mia a riguardo, non penso che la sua morte dipenda da un fattore paranormale che riguardi la donna dell’ascensore, e trovo che le prove che sostengono questa supposizione non siano molto concrete. Quindi, la mia conclusione è che Il Rituale dell’Ascensore sia slegato alla tragedia riguardante quella povera ragazza, deceduta a soli 21 anni.
La storia della povera Elisa Lam non è però stata connessa solo a questa leggenda, ma anche alla trama di un film del 2005, Dark Water, remake di  un horror del '96 di Hideo Nakata, che vede come protagoniste una madre ed una figlia, un'ascensore malfunzionante, dell'acqua nera uscire dalle tubature ed un cadavere di una ragazza ritrovato, poi, nella cisterna dell'acqua: come si suol dire, certe volte la realtà imita l'arte. Ma non sempre è così, non sono, infatti, mancati progetti cinematografici ispirati alla morte della ragazza,  Già nel 2013 una puntata del serial poliziesco "Castle", "Wathershed", si ispira liberamente alla storia parlando di una prostituta ritrovata morta nella cisterna di un hotel a Manhattan, il Cecil Hotel, a seguito di un video di sicurezza che la mostrava in un ascensore. Ancora, in "Get Away with a Murder", una ragazza viene ritrovata morta in una cisterna dell'acqua. Nel 2014 Yang Wang produce invece il corto "The Journey of Elisa Lam".

Nel 2014, il film "Hungry Ghost Ritual" di Nick Cheung, un regista debuttante di Hong Kong, si ispira ai video delle videocamere di Elisa Lam nell'ascensore per realizzarne una simile. Sia Liu Hao, che l'attrice Gao Lyunyan, espressero interesse nell'adattare la storia per il grande schermo, così come i fratelli Brandon e Philip Murphy e, in un primo momento, Nicholas Winding Refn, ma ogni progetto è rapidamente caduto nel dimenticatoio o ha trovato aspra critica a causa del desiderio di voler strumentalizzare una morte tanto recente. Nel mondo della musica, invece, diversi artisti hanno trattato l'argomento tra cui Mark Zokelek della band Sun Kil Moon che propone l'idea si sia trattato di una farsa dato che il metodo di morte appare assurdo e che la faccia nei video è pixellata ergo potrebbe essere chiunque.
Nel 2016, su YouTube, esce invece il corto "The Elevator Ritual", assai liberamente ispirato alla leggenda del Gioco dell'Ascensore e di qualità del tutto amatoriale, seppur non scadente. Il regista John Matinez Jr. crea, però, un adattamento fedele del rituale nello stesso anno con il suo corto "The Elevator Game", con Angelo Sagum nel ruolo di protagonista e Jannet Lopez come l'inquietante entità femminile evocata dal rituale. Il corto si presenta assai ben realizzato, nonostante la sua semplicità, e con una costruzione della tensione non trascurabile.

E voi, cari lettori, avete mai provato il rituale? Lo fareste mai? Ricordatevi che se volete giocarci, NON guardate e NON rivolgete la parola alla donna nell’ascensore. 

Non è ciò che sembra.

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1 commento:

Marco ha detto...

C'è una coincidenza molto strana nel caso Elisa Lam -
https://www.youtube.com/watch?v=pt8lhNNk9So

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