mercoledì 1 aprile 2020

80 Anni del Joker - Il debutto live action del Clown Principe del Crimine

Trovare qualcuno che non conosca il Joker è pressoché impossibile, infatti negli ultimi ottanta anni il clown principe del crimine è diventato uno dei personaggi più celebri e riconoscibili di sempre. Sin dalla sua prima comparsa cartacea nelle pagine di Batman n.1, nella primavera del 1940, l'artista dell'omicidio si è presentato come una personalità così carismatica e inquietante da meritarsi di essere considerato il più popolare tra gli antagonisti dei comic-book americani, e tra gli esponenti del mondo del fumetto più in generale.
Dunque un villain estremamente grottesco ed affascinante, tanto che i suoi stessi creatori (Bill Finger e Bob Kane) inizialmente non ne compresero a pieno le enormi potenzialità: nella sua prima apparizione il pagliaccio sarebbe dovuto morire accoltellandosi accidentalmente durante una colluttazione con l'uomo pipistrello, ma questa idea venne rifiutata dal loro editore che, incuriosito dalla loro nuova creatura, gli ordinò di cambiare il finale della storia per far sopravvivere il Joker e far capire ai lettori che sarebbe tornato a tormentare il crociato incappucciato. Per renderlo graficamente, Finger e Kane si ispirarono al freak sfigurato protagonista del film L'uomo che ride (1928), di Paul Leni.
Conrad Veidt che interpreta Gwynplaine nel film sopracitato
Un'altra peculiarità del personaggio, oltre al suo spiccato senso dell'umorismo e il suo amore per i piani machiavellici, è il fatto che sia la sua identità che le sue origini sono sempre state circondate da un alone di mistero, tanto da essere poco chiare tuttora. Ciò sicuramente contribuì molto a far appassionare i lettori alle sue gesta, così come i diversi approcci e retelling a cui è stato sottoposto nel corso degli anni da diversi autori di vari media: dal pagliaccio gangster, a quello anarchico, a quello emarginato fino a quello sadico e malefico. In questo articolo, parleremo della prima apparizione in live-action del Joker: quella nella famosa serie televisiva Batman, che andò in onda dal 1966 al 1968 e nella quale il difensore di Gotham era interpretato dal leggendario attore e doppiatore Adam West. Questo adattamento televisivo dei fumetti di Batman sorse dopo un lungo periodo di crisi che aveva afflito gli albi DC Comics, e il fumetto supereroistico in generale: un lungo frangente che raggiunse il suo apice quando i supereroi americani si dovettero adattare al tristemente noto Comics Code Authority del 1954, un organo di censura che fu imposto a tutti gli editori a seguito della cattiva luce in cui vennero messi i fumetti dallo psichiatra Fredrich Wertman con il suo influente libro Seduction of the innocent, in cui criticava aspramente i contenuti apparentemente scandalosi di questo medium e sosteneva come avrebbe potuto plagiare il pubblico più giovane che, a conti fatti, rappresentava la maggioranza dei lettori. Testate particolarmente cupe e pulp, come Batman o Detective Comics, furono quelle che ne soffrirono di più tanto da doversi drasticamente ridimensionare e snaturare pur di edulcorarsi e sopravvivere alla censura. Questa situazione si protrasse per anni, finché (proprio intorno al periodo in cui venne concepito lo sceneggiato tv) non iniziò a esserci una timida ripresa e un lento ritorno alle atmosfere originali delle storie del paladino di Gotham. Contemporaneamente, la DC Comics strinse un accordo con la ABC e con la 20th Century Fox per realizzare un adattamento del personaggio. Il progetto fu affidato a William Dozier, che però non conosceva la fonte e decise che la sua serie avrebbe avuto dei toni molto diversi da quelli fumettistici. Così vennero create le avventure sul piccolo schermo di Batman e Robin, interpretato da Burt Ward, calate in un contesto estremamente camp quasi arrivando al parodistico: con battutine a effetto, musiche allegre, onomatopee fumettistiche in bella vista e i colori sgargianti tipici della pop-art.
Un estratto dell'iconica sigla animata
La nemesi di Batman fa ufficialmente il suo debutto nel quinto episodio The Joker is wild, diretto da Don Weis e sceneggiato da Robert Dozier (che si basava sul numero 73 della testata, The Joker's utility belt) ed è interpretato dall'attore statunitense di origini cubane Cesar Romero. Come è noto Romero andava molto fiero dei suoi baffi tanto da essersi rifiutato in più occasioni di radersi per dei ruoli. Anche in questo caso non fu da meno, infatti il dipartimento del make-up fu costretto a tentare di coprirli con il trucco (con scarsi risultati). Ovviamente quello che Romero interpreterà in più puntate non è il pagliaccio sanguinario e tenebroso che conosciamo oggi, e che nei fumetti del tempo stava venendo sempre più messo da parte, ma la versione family friendly di un folle giullare perfettamente in linea con il resto della serie.
L'attore nei panni del villain
Nel delirante mondo di questa serie il Joker ci viene presentato recluso nel penitenziario di Gotham City, intento a giocare a baseball con gli altri carcerati sotto gli occhi di tutto il personale della struttura. Chiaramente il tempo che passa nella prigione è molto poco, infatti grazie ad una pedana a molla posta sotto i suoi piedi riesce a catapultarsi aldilà delle mura (il tutto accompagnato dal suono cartoonesco della molla che scatta). Alla luce di quanto successo, il commissario Gordon non tarda a contattare Batman e Robin con un telefono rosso lampeggiante (il Bat-telefono), quando il Bat-segnale non era ancora così di moda. I nostri eroi vengono disturbati in un momento di quotidianità, con Dick Grayson che si lamenta di dover studiare pianoforte e Bruce Wayne che lo rimprovera e gli fa una filippica sul valore della musica come forma d'arte (di discorsi del genere la serie è piena, dato il suo target molto giovane capita spesso di sentire l'uomo pipistrello parlare dell'importanza di mangiare le verdure, o di fare i compiti). I due eroi si preparano e si presentano al cospetto di Gordon, che mostra loro un busto di gesso lasciato dal Joker. Da questo oggetto Batman riesce incredibilmente a dedurre che il luogo del prossimo attacco del criminale sarà il museo di arte moderna di Gotham, di cui probabilmente il Joker si vuole vendicare per non essere stato inserito nella galleria dei busti dei più grandi comici. Quando il clown effettivamente si presenta sul posto, il dinamico duo lo attacca ma viene sopraffatto (con facilità disarmante) dai suoi uomini, che hanno tutti nomi d'arte del calibro di Stan Laurel, Oliver Hardy ecc. L'eroe protagonista riesce a liberarsi dalle grinfie del suo rivale grazie ad uno dei tanti gadget della sua cintura, così il Joker giura che non sarà mai più fregato da quello che definisce ''un marchingegno incostituzionale'' (citando testuali parole). A questo punto il giullare si rifugia nel suo covo: un luna park (come farà nella graphic novel The Killing Joke) dove si dedica alla costruzione della propria cintura multiuso. Dettaglio degno di nota è che, tra i suoi aiutanti, spicca un'affascinante biondina chiamata Queenie (la prima spalla del Joker nei fumetti, che però qui ricorda in qualche modo quella che sarà la ben più conosciuta Harley Quinn della serie animata anni '90). Batman arriva alla conclusione di dove il Joker compirà il suo prossimo crimine ragionando sul fatto che, oltre ai clown da circo esistano quelli dell'opera, e dunque si aspetta che il suo nemico si presenti alla rappresentazione in diretta televisiva dell'opera lirica Pagliacci. I due paladini della giustizia fanno irruzione nello studio televisivo, e smascherano in diretta il Joker mentre canta a squarciagola davanti alle telecamere (in una scena così iconica da essere citata da Christopher Nolan ne Il Cavaliere Oscuro, 2008).
Heath Ledger con indosso una maschera molto simile a quella indossata da Romero nel quinto episodio
Gli scagnozzi però hanno nuovamente la meglio su Batman e Robin, così il Joker decide di smascherare in diretta i due vigilanti. L'episodio si conclude con l'introduzione dell'iconico cliffhanger che sarà posto alla fine di tutti quelli a venire, che finisce sempre con la formula ''TOMORROW NIGHT! SAME BAT-TIME, SAME BAT-CHANNEL!''. La storia continua nell'episodio seguente Batman is riled, in cui l'eroe riesce a divincolarsi dai suoi aguzzini ma il Joker, grazie alla sua nuova cintura multiuso, scappa per l'ennesima volta. Mentre il pazzo irrompe in un altro studio televisivo, dove stordisce il conduttore con la sua caratteristica stretta di mano folgorante (molto meno dark di quella vista nel film di Tim Burton), l'opinione pubblica si rivolta contro Batman e Robin per la loro incapacità di catturare il criminale. Nel finale Batman, il ragazzo meraviglia, Joker e i suoi uomini si incontrano nuovamente in occasione del battesimo della nave da crociera S.S Gotham, di cui il pagliaccio si vuole impossessare, e lo scontro ha luogo nel nascondiglio del Joker a suon di cazzotti, boom!, crunch!, pow!, e festoni.

Nonostante le loro storie così puerili, quasi ridicole, sia il Joker interpretato da Romero che il Batman di West fecero una grande fortuna e la serie divenne molto popolare ed amata, tanto da influenzare anche la serie a fumetti a cui si rifaceva. Non a caso oggi è entrata di diritto nella cultura popolare, tant'è che tutti noi ricordiamo l'immortale nanana della sua sigla.

Articolo di Lorenzo Spagnoli

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