mercoledì 19 febbraio 2020

In prima persona nel bosco di Blair (Recensione "Blair Witch")

Si sa, sono molte le leggende e le storie originarie della cultura americana che da secoli terrorizzano adulti e bambini, altre sono più recenti. A seguito del film "The Blair Witch Project" di Eduardo Sánchez e Daniel Myrick, capostipite del genere founs footage rilasciato nell'anno 1999, in particolare, venne a galla una storia che vide come protagonista la cosiddetta Strega di Blair, una presenza maligna che si sarebbe manifestata nel Maryland, più precisamente nella cittadina di Burkitsville

Si supponeva che questa donna -il cui nome era Elly Kedward- fu lasciata a morire nel bosco nel 1785, perché accusata di stregoneria dopo che alcuni bambini del paese avevano raccontato che lei aveva prelevato loro un campione di sangue. E al tempo ovviamente, si veniva giustiziati sul rogo per molto meno. Fortunatamente però, il mito sopracitato rimane soltanto questo. Una leggenda nata dalla credenza popolare a seguito della visione del film, i cui eventi narrati (a discapito delle credenze della maggior parte della popolazione) sono indubbiamente dei falsi, dal momento che -tra le tante cose- la maggior parte delle scene furono girate altrove. Ad ogni modo,  in questo articolo non parlerermo di questo. Andremo invece ad analizzare un videogioco di genere psicologico/survival horror basato appunto sulla famigerata Strega Di Blair
"Blair Witch"  è un gioco sviluppato da Bloober Team e pubblicato da Lionsgate Game per piattaforme Microsoft Windows, PlayStation 4 ed XBox One nel 2019.

Il giocatore interpreterà Ellis, ex poliziotto ed ex soldato con un drammatico passato alle spalle che diventerà la vittima perfetta per l'antagonista principale dell'opera (ovvero la Strega). All'interno del gioco, l'avanzare del tempo sarà monitorato da un vecchio cellulare posseduto dal protagonista, grazie al quale riuscirà anche a mettersi in contatto e a comunicare con gli altri personaggi secondari. Possiamo inoltre vantare della presenza di un valido braccio destro -nonché degno co-protagonista- che seguirà Ellis durante tutta la sua avventura. Bullet -un pastore belga- che oltre a costituire una presenza di rilevante importanza ai fini del gameplay, svilupperà un rapporto molto realistico e profondo con il giocatore, arrivando a far provare una forte empatia nei confronti del protagonista e delle sue varie emozioni durante l'avanzare della storia. Per quanto riguarda l'utilità ai fini tecnici, il cane sarà molto utile ad indicare la presenza dei nemici e per seguire le tracce con il semplice utilizzo di alcuni oggetti reperibili nella mappa (il cane annuserà l'oggetto per poi mettersi alla ricerca di qualsiasi cosa riconducibile ad esso). 
Tornando a parlare del gameplay, c'è da dire che il gioco -nel complesso- riesce a trasmettere quello che probabilmente si era prefisso: l'ansia di un bosco in cui aleggia il male, l'angoscia di una notte abitata di presenza maligne, la paura psicologica emanata dalla propria mente. La paura. Blair Witch non abusa degli spaventi improvvisi, semplicemente la tira un pò troppo per le lunghe. 
La grafica è molto realistica, e se non fosse stato per la costante ansia, ogni giocatore si sarebbe senza dubbio soffermato ad osservare il bosco in ogni suo dettaglio (come ad esempio gli alberi, le reazioni e i movimenti del cane, gli effetti dell'acqua). A questa, come già detto ben sviluppata, possiamo aggiungere i numerosi giochi di luce, la presenza delle ombre che si allungano, mutano a seconda dell'orario cambiando la visibilità e regalandoci quel paesaggio frutto di un mix perfetto tra la meraviglia del bosco al tramonto e l'angoscia del buio che rende difficile riuscire ad orientarsi. 
Parlando nuovamente del gameplay vero e proprio, le tecniche di gioco sono decisamente semplici e basilari. Le levette analogiche serviranno per far muovere il personaggio, e gli altri comandi per interagire con gli oggetti, aprire lo zaino e richiamare Bullet. A grandi linee, lo scopo del giocatore sarà quello di riuscire a sopravvivere con una torcia, un cane e una videocamera (quest'ultima verrà ritrovata casualmente da Ellis all'interno del bosco e sarà decisamente utile durante tutto il gioco). La videocamera in questione sta alla base di uno dei due sistemi fondamentali per risolvere i vari enigmi presenti all'interno del gioco. Riavvolgendo o mandando avanti ciò che vedremo nello schermo, poteemmo infatti estrapolare numerosi indizi al fine di proseguire lungo i sentieri o di recuperare oggetti chiave.
L'altro metodo è dato ovviamente dalla presenza di Bullet, che oltre ad avvisarci dei pericoli, riuscirà -come detto prima- a seguire delle tracce. Ulteriore elemento di rilevante importanza per un gioco di questo genere, è sicuramente l'audio. Durante l'avventura, saremo accompagnati da un miscuglio di suoni del bosco notturno, angoscianti quando basta, ai quali si uniranno i latrati di Bullet (Decisamente poco sopportabili per le nostre orecchie arrivati a un certo punto del gioco, ma che ci volere fare? È impossibile voler male a una creatura simile, nonostante si tratti solamente di un cane virtuale). Esattamente come un cane reale, il compagno del protagonista si metterà ad abbaiare quando troverà una traccia, e ad uggiolare dinnanzi a un pericolo. 
Nel gioco saranno inoltre presenti numerose cinematiche per far sì che la storia vera e propria venga compresa al meglio. Tutto ciò rende il gioco decisamente apprezzabile. Ideale per chi vuole addentrarsi in un'avventura degna di tale nome, attraverso leggende, rompicapi e misteri da risolvere.

Articolo di Sharon, revisione di Robb P. Lestinci
Potete acquistare il titolo per PC su Steam o, in copia fisica su Amazon sia per PlayStation 4 che per XBox One.

1 commento:

Fairy Queen ha detto...

Io ho visto solo il film e non ho idea di come sia il gioco. Immagino che giocarci di notte metta fifa no? 😆

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