sabato 14 settembre 2019

Siren Head e l'orrore digitale di Trevor Henderson

Trevor Henderson è un nome che, probabilmente, molti di voi non hanno mai sentito, nemmeno quelli più vicini all'ambiente ororrofico, in quanto, in Italia, dire che se ne è parlato poco è un vero e proprio eufemismo, se non per la sua famosa creazione nota come Siren Head, quindi, una breve introduzione sulla sua persona appare più che necessaria in questo caso specifico: Henderson è un artista, un fumettista freelance, specializzato nella creazione di esseri mostruosi che sembrano provenire da altri mondi, a cui associa una breve storia o descrizione per dar loro un contesto. Ultimamente ha collaborato anche con la Warner Bros realizzando un'illustrazione del noto Pennywise e partecipando alla première di Los Angeles del secondo capitolo di "It".

La particolarità delle sue illustrazioni sta nel fatto che riescono ad adattare perfettamente un genere prevalentemente cinematografico in un'arte bidimensionale, il found footage, creando mostri che si mescolano con la realtà in presunti scatti ritrovati, aumentando un senso d'inquietudine al tutto e che, in alcuni casi, ha garantito una circolazione virale delle opere spacciate quasi per vere fotografie di inquietanti entità al di fuori della portata della nostra stessa concezione di realtà.
In un'intervista per il portale internet statunitense "Daily Dead", l'illustratore spiega:
"Ho sempre amato i film found footage perché li ho sempre sentiti leggermente più intimi di altri film horror, come se fosse un po' più facile per il tuo cervello credere che ciò che è sullo schermo stia realmente accadendo. Ti porta più vicino all'azione sullo schermo, come fossi un partecipante e non solo come osservatore. Inoltre, ho scoperto che i film found footage riescono a mostrare molto meno del mostro, cosa che apprezzo sempre, perché mi rende più semplice usare la mia immaginazione e spaventarmi. Per quanto riguarda il motivo per cui disegno immagini di found footage, è perché mi piace molto l'estetica granulosa adoro giocare con luci e ombre e capire quanto mostrare della creatura. Inoltre, mi diverte impostare la composizionr come se fosse il frame di un film!"
Abbandonando la concezione tradizionale di mostri, in favore di qualcosa di più innovativo, le sue creature non sempre rispettano i nostri canoni, difficilmente sono umani in primo luogo e, delle volte, presentando elementi che li renderebbero quasi docili o apparentemente non mostruosi, ma, a causa del loro aspetto alieno, estraneo ai nostri standard, ci inquietano e ci turbano. Lo stesso Henderson spiega:
"Adoro l'idea di mostri che non sono assassini intrinsecamente ostili, ma che potrebbero essere docili o addirittura intelligenti e amichevoli, ma sono così estranei a noi come esseri umani che possono causare danni fisici o mentali"

John Squires di Bloody Disgusting descrive in questo modo l'immaginario creato dall'artista:
"Non devi passare un'ora con un gruppo di personaggi fastidiosi prima di vedere i mostri, poiché l'arte di Henderson li mette in primo piano. A quanto pare, le immagini da incubo sono in realtà molto più inquietanti senza alcuna storia che li accompagnj, poiché i disegni ti consentono di inventare le tue storie spaventose per ogni opera profondamente inquietante"
Un progetto senza dubbio interessante che sta catturando l'attenzione d'oltreoceano con compilation delle sue illustrazioni e video che ne affrontano la mitologia, nonostante il tutto non abbia ancora raggiunto l'attenzione collettiva al punto da poter essere definito mainstream nel senso stretto del termine.

Di seguito alcuni altri esempi delle sue opere con le brevi frasi o descrizioni che li accompagnano:
"Solo dopo la morte di mia madre ho iniziato a notare i cavalli"
"Stava aspettando quando me ne sono andato"
"Nel sogno, sono a casa nuova ed è buio. Mi sento turbato e so che è perché c'è qualcun altro lì. Non so come lo so, ma lo so. E come se i pensieri lo causassero, la luce al piano di sopra si accende. Ed un lungo braccio fuoriesce dalla luce, raggiungendomi."
"Non l'hanno mai ritrovato. Ma, una settimana dopo, ne hanno trovato alcuni pezzi nel luogo dove era fissata la sua tenda, incartati come regali"
"Ultima Possibilità, Iowa - Gennaio 1883 (l'inverno famelico)"
"Si svegliarono con un paio di forbici che trapassavano la loro porta d'ingresso"
"Immagine trovata in una fotocamera monouso nel pavimento della cripta della famiglia McTarvey nel cimitero di Green Valley, il 7 settembre 1998. La cripta fu aperta per la sepoltura di Gavin McTarvey, da poco deceduto. La porta non presentava segno di scasso e la cripta era sigillata"
Potete seguire Henderson ed i suoi terrificanti mostri dall'aspetto disumano su Instagram, Twitter, Tumblr e supportarlo su Patreon.

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1 commento:

Unknown ha detto...

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