sabato 6 giugno 2020

Un tetro cartone Disney - analisi de ''La leggenda della valle addormentata''

Nel 1938 l'animatore e produttore cinematografico statunitense Walt Disney si era appena fatto conoscere dal grande pubblico portando ad Hollywood Biancaneve e i sette nani (1937) che non fu solamente il primo di quelli che oggi definiremmo classici Disney, ma anche il primo lungometraggio d'animazione prodotto negli USA, il primo realizzato con la tecnica del rodovetro, il primo a colori e il campione d'incassi di quell'annata. Dopo il grande rischio che Walt aveva corso per realizzare a tutti i costi questo film leggendario, che lo costrinse a ipotecare la propria casa e che era stato apostrofato da molti esponenti dell'industria cinematografica come una dispendiosa follia, la Walt Disney Productions poteva godere dei frutti del suo primo grande successo ed era pronta a dedicarsi ad altri lavori. Così la società acquisì i diritti del classico della letteratura per l'infanzia Il vento tra i salici (1908) di Kenneth Grahame per realizzarne una trasposizione animata; i lavori iniziarono ufficialmente nel '41 stesso anno in cui scoppiò il celebre sciopero degli animatori (che si sarebbe protratto per cinque settimane e che costrinse l'intransigente Walt a riassumere gli scioperanti che aveva licenziato, e a riconoscere il sindacato della Screen Cartoonist's Guild) che ebbe conseguenze pesanti sullo studio. Molti dei progetti in cantiere furono rimandati e ciò che era stato realizzato fino a quel momento della loro nuova trasposizione non piacque al capoccia Walt che lo ritenne qualitativamente al di sotto dello standard, dunque venne abbandonata.

Le lavorazioni ripresero solo nel '46, mentre un altro gruppo di dipendenti aveva iniziato a dedicarsi a una trasposizione del racconto gotico di Washington Irvin La leggenda della valle addormentata (1820). La fonte, però, non avrebbe garantito abbastanza materiale agli animatori (tra i quali c'era Ub Iwerks co-creatore di Topolino che era tornato ad essere socio di Walt dopo anni, e che aveva già realizzato un corto basato sullo stesso racconto nel '34) per realizzare un lungometraggio. Infine si decise di accorpare questo progetto a quello precedente che era da tempo in fase di stasi, anche per ammortizzare i costi, e il risultato fu Le avventure di Ichabod e Mr.Toad (1949).
La locandina originale
La seconda sezione del film è quella basata sul racconto di Irvin ed è narrata dal cantante, comico e attore statunitense Bing Crosby (che recita anche le poche battute dei due protagonisti). Questo mediometraggio ci racconta dell'arrivo dello strano Ichabod Crane nella città di Sleepy Hollow, nell'attuale stato di New York, nel 1790. Ichabod è un ometto esile ed elegante, dal portamento di un vero dandy, assegnato come nuovo maestro della scuola cittadina. Nella quieta Sleepy Hollow incontra il burbero e forzuto Brom Bones (che ispirerà il personaggio di Gastone de La bella e la bestia, 1991) eroe della città che si pone in contrapposizione con l'intellettuale e pacifico pedagogo.

Nonostante i tentativi dell'energumeno di prendersi gioco di Ichabod, il forestiero affascina gli abitanti della piccola città e diventa in breve tempo un maestro stimato sia dai suoi alunni che dai loro genitori. La situazione cambia quando entra in scena la bella Katrina van Tassel, figlia dell'uomo più ricco del villaggio, corteggiata da tutti i giovani. Il preciso e composto Ichabod se ne innamora profondamente (anche notevolmente ingolosito dalle ricchezze che possiede) e inizia a perdersi nelle sue fantasie, ignorando il mondo esterno. Tra i pretendenti di Katrina però c'è anche Brom Bones, che inizia a competere attivamente col nuovo arrivato per l'amore della ragazza. Inaspettatamente Ichabod sembra essere quello a giocare meglio le proprie carte, attirandosi così l'invidia di Brom Bones (di cui Katrina sembrerebbe essere effettivamente innamorata).
Concept art di Mary Blair
La notte di Halloween entrambi i rivali sono invitati alla grande festa che Katrina organizza in casa van Tassel, dove la contesa continua sotto forma di una concitata gara di ballo in cui trionfa nuovamente il maestro. È in questo momento che tutto comincia progressivamente a cambiare, Brom Bones infatti individua un punto debole del suo contendente: la superstizione. Il bruto dunque ne approfitta per raccontare a tutti i presenti della leggenda del fantasma del cavaliere senza testa, decapitato in guerra da una cannonata e che ora vaga di notte per le vallate di Sleepy Hollow in cerca di una testa sostitutiva. Da qui in poi l'atmosfera inizia a farsi sempre più tesa, a diventare man mano più lugubre e stregata, mentre Ichabod ascolta terrorizzato gli altri partecipanti sembrano invece divertiti dalla canzone (in perfetto stile disneyano) del suo rivale.

Se per la maggior parte della storia eravamo stati calati in un'America del XVIII secolo gioiosa e rilassante, in un racconto piacevole e rasserenante alla novel of manners inglese, ora invece il suo terrificante punto di rottura è dietro l'angolo. Finita la festa Ichabod si avventura in una foresta buia e spoglia (realizzata con dei meravigliosi fondali) talmente desolante e silenziosa da sentirsi solo il rumore delle foglie alzate dal vento, illuminata dall'ultimo bagliore di una luna che viene inghiottita da nuvoloni neri a forma di mani, fatta di tronchi contorti che si stagliano nelle tenebre come spettri. Ichabod è terribilmente suggestionato, si sente in pericolo ed è spaventato a morte dall'inquietante eco dei suoni prodotti dagli abitanti della foresta, che si odono in lontananza e sembrano chiamare il suo nome. Quando sembra prendere coscienza della propria suggestione, Ichabod scoppia in un'angosciante crollo nervoso che viene però smorzato dalla fragorosa risata demoniaca del cavaliere senza testa.
È proprio in questi ultimi minuti che si consuma la parte più orrorifica (e anche quella più fluida, rispetto a una prima sezione in cui spesso le animazioni venivano riciclate mettendo in luce la difficile gestazione di questa produzione) con l'assurdo inseguimento tra la massiccia ed imponente figura del cavaliere che stride con quella di Ichabod e del suo pigro cavallo, entrambi dalle fattezze molto cartoonesche. Un inseguimento folle ed esageratissimo, scandito dalle sciabolate del cavaliere che tenta di mozzare la testa al malcapitato e accompagnato dalle ottime musiche di Oliver Wallace (che lavorerà ad oltre cento progetti della Disney), che si conclude con un misterioso finale che non chiarisce quale sia stato il fato del povero Ichabod. Nonostante questo mediometraggio sia stato presentato in un film non particolarmente fortunato o conosciuto è riuscito ad ottenere una propria fama nel corso degli anni: sappiamo che l'animatore e direttore artistico Ken Anderson avesse inizialmente previsto la sua presenza nella celebre attrazione del Walt Disney World Resort Haunted Mansion, come testimonia un concept art realizzato ispirandosi direttamente al film del '49 in cui compare.
Il concept art
Oltretutto il personaggio è ancora oggi una mascotte del parco per i ristoranti Sleepy Hollow Refreshments e The Sleepy Hollow Inn. Hearty Fare & Drink 1790; per gli eventi di Halloween Boo too you Parade e Mickey's Not So Scary Halloween.

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