domenica 25 agosto 2019

Sanguinose cadute e mortali ascese - FrightFest 2019 Day Three

Benvenuti nella terza parte di recensioni dedicate al London FrightFest 2019 (per chi non sapesse cosa sia rimando qua).

Prometto che non sono riuscito a vedere "Halloween Party" a cui ambivo molto, ma sono rimasto comunque piacevolmente sorpreso dalle mie visioni. Per quanto riguardo quest'ultimo, penso di potervelo comunque consigliare da quanto detto da altri che, invece, son riusciti ad entrare nella sala ed a visionarlo.

Ma senza ulteriori indugi, iniziamo con le breve recensioni di oggi:

Death of a Vlogger
World Premiere


Falso documentario di vena comica scritto, diretto ed interpretato da Graham Hughes che narra di uno youtuber, Graham stesso, alle prese con alcune attività paranormali nella sua abitazione aiutato dalla fidanzata Erin (Annabel Ligan) e dall'amico investigatore del paranormale Steven (Paddy Kondracki).

Il film é tecnicamente molto ben realizzato e sembra a tutti gli effetti un documentario effettivo, miscelando bene gli elementi comici senza farli risultare forzati o fuori logo. Le parti horror, invece, non sono riuscitissime a livello di messa in scena, ma ciò, come si scoprirà più avanti, é voluto e contestualizzato.

Un curioso mockumentary ispirato alla vera esperienza di Graham su Youtube, simile a "Lake Mungo" o "Hell House LLC", pur essendone completamente differente a livello di contenuto, con un montaggio ottimale ed una regia, reduce di YouTube, che viene contestualizzata a dovere.

Tutte le abilità e le limitazioni del regista sono, quindi, esposte e usate saggiamente, rendendo anche gli handicap dei punti di forza, nonostante la versabilità di Hughes risulti di conseguenze quasi inesistente.

Ghost Killers vs. Bloody Mary
Una delle scoperte più impreviste del FrightFest di quest'anno, diretto dal brasiliano Fabricio Bittar, il film mostra un gruppo di cacciatori di fantasmi su Youtube, i Ghoulbusters (Dani Calabrese, Léo Lins, Danilo Gentili, Muelio Couto) dover affrontare Bloody Mary in persona in una scuola dove il fantasma sta continuamente mietendo vittime.

Quando ho visto che il film durava 108 minuti per scriverne la recensione ho perso un battito. Possibile sia lo stesso film? Quello che ho visto io era un giro di rollercoaster, breve, ma intenso. Insomma, tutto ciò per dire che questo film vola via rapidamente ed intensamente.

Un vero e proprio bagno di sangue e comicità che vi farà ridere donandovi ottime scene di gore assolutamente estreme e fuori di testa, con personaggi inaspettatamente non statici che si evolvono e si svelano affrontando le forze del male.

Troll Bridge
International Premiere

Ispirato alla serie di romanzi di Terry Pratchett "Discworld", questo corto di 25 minuti é decisamente una piccola perla, tecnicamente quasi impeccabile, con degli effetti speciali di livello nettamente alto che fanno invidia a quelli di molti lungometraggi realizzati anche con più budget.

Una produzione meticolosa che ha impiegato sette anni per creare questo piccolo gioiellino fantasy e comico, diretto da Daniel Knight, che ha come protagonista il vecchio barbaro Cohen (Don Bridges), accompagnato dal suo fedele cavallo parlante (doppiato da Glenn Van Oosterom e di cui bocca é animata impeccabilmente), in cerca di una vera sfida che pensa di trovare in un vecchio ponte dove abita un temibile troll... O almeno così si dice.

Divertentissimo e stupendo visivamente, pur non essendo horror meritava di essere menzionato in questa rassegna.

Dark Sense
Arriviamo finalmente alla nota dolente della giornata, un thriller paranormale che sembra fin troppo un film televisivo di inizio 2000 fuori tempo massimo per essere anche solo giustificato, tra montaggio scialbo e un filtro "da film serio" che eviterei come la peste se fossi un qualsiasi regista di qualsiasi genere.

La trama é tristemente quasi interessante, essendo tratta dal bestseller di Peter Flannery, e vede Simon (un edgy Shane O'Meara), un ragazzo con poteri psichici, dover fermare il suo stesso assassino lunatico (James Robinson, colui che interpretò William da bambino in "Braveheart").

Poco vi é da dire su questa produzione decisamente mediocre, tecnicamente e stilisticamente insulsa, ma comunque intrattenevole grazie al materiale originale di qualità. Un'occasione sprecata.

Why Don't You Just Die?
Dalla Russia arriva il film finale della rassegna di oggi, "Papa, sdokhni" un altro estremamente splatter e comico, una commedia nera iperviolenta per esser precisi, diretta da Kirill Sokolov e tecnicamente impeccabile sotto ogni punto di vista. La fotografia, curata da Dimitry Ulyukaev, é perfetta e si sposa a pennello con la regia sperimentale e adrenalinica di Sokolov, assolutamente un nome da tenere d'occhio in futuro. A contornare questo connubio visivo vi é anche l'ottima colonna sonora che si spalma a pennello col girato.

Protagonista é il giovane Matvey (un ottimo Aleksandr Kuznetsov), ritrovatosi a casa della fidanzata Olya (Evgeniya Kregzhde) per conoscerne il cinico padre Andrei (Vitaliy Khaev), ma le cose sfuggiranno presto di mano culminando nel grottesco e nella morte.
Ed anche questo nuovo blocco di recensioni é fatto, dovrò prepararmi psicologicamente a dover poi trattare alcuni di questi film singolarmente, ma vi sarà tempo.


Dio, quanto vorrei chiudere con un finale ad effetto!

Articolo di Robb P. Lestinci

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