sabato 14 maggio 2022

Godzilla contro i Robot (o come un Mecha ridiede un'anima a Godzilla)

Lo scorso anno, nelle sale, abbiamo assistito al nuovo capitolo del franchise di Godzilla della Legendary, Godzilla vs Kong, con l’introduzione di Mechagodzilla nella continuità narrativa. Il robot gigante, in realtà, è apparso per la prima nel 1974, e non aveva niente a che fare con Ghidorah. O con la tecnologia umana.
Godzilla contro i robot (o Godzilla vs Mechagodzilla), l’ultimo film della serie diretto da Jun Fukuda è, senza ombra di dubbio, il miglior film di Godzilla degli anni 70, uno dei più influenti e rispettati, dal momento che è stato l’introduzione dell’iconico Mechagodzilla, probabilmente il nemico più famoso di Godzilla dopo King Ghidorah. Il film introduce anche un altro kaiju ben noto e amato, King Caesar (Re Sisar nel doppiaggio italiano), mentre è stato l’ultimo film per circa 30 anni per uno dei personaggi ricorrenti del franchise, Anguirus (Angilas in Italia). I film hanno avuto un budget più grande della maggior parte delle pellicole precedenti dal momento che è stato una specie di celebrazione del ventesimo anniversario del Re dei Mostri e gli sforzi sono stati per questo evidenti.

Una profezia a Okinawa racconta di un mostro feroce che proverà a distruggere il pianeta Terra, ma sarà fermato da due eroici mostri. Tutto sembra essere vero quando Godzilla attacca il Giappone e anche il suo amico e alleato Anguirus, facendo iniziare quella che sembrerebbe un’inesorabile marcia per distruggere tutto ciò che incontra sul suo cammino. Chi potrebbe fermarlo questa volta? I due eroi si faranno vivi? Godzilla è veramente malvagio?
Inaspettatamente, la trama di questo film è abbastanza complessa e ben elaborata, con numerosi piccoli dettagli ed elementi che ritornano in seguito, dando un senso di compiutezza. Se un film di Godzilla è in grado di somigliare anche lontanamente a Kaufman, significa che è proprio un gran bel film di Godzilla. La profezia è interessante, il mistero c’è, la tensione anche. Ogni personaggio principale è, più o meno, piacevole e alcuni di loro sono anche approfonditi abbastanza bene. Probabilmente, il personaggio più interessante fra quelli portati sulla scena è quello interpretato da Shin Kishida, il misterioso e schivo Nanbara.

La parte umana è intrigante e ben scritta, con una premessa solida e con una posta in gioco alta. Ma la parte dei mostri è veramente degna? Certo! Ogni costume è sicuramente migliore di quelli finora visti, con quello metallico di Mechagodzilla come punta di diamante: è decisamente un design ben strutturato, non troppo irrealistico, e i suoi movimenti, abbastanza fluidi, sono basati su quelli cerimoniali del teatro Kabuki, donando al mostro una dimensione aggiuntiva di spessore.
Illustrazione originale di Mars
I combattimenti sono brutali, a volte anche difficili da guardare: la mascella di Anguirus viene rotta alla King Kong ed è abbastanza sanguinoso e disturbante, ma il punto più alto in quanto a gore si ha quando Godzilla viene colpito dalle dita-missile di Mechagodzilla nonostante stesse già perdendo sangue dal collo. Il tutto risulta abbastanza disturbante nel complesso.

I costumi e il trucco degli alieni, verosimilmente ispirati a quelli de “Il pianeta delle scimmie”, non sono il massimo, ma neanche il peggio che si poteva avere negli anni '70 quindi, ripensandoci, è giustificabile seppur certe volte sembri ridicolo.
La colonna sonora è a livello mentre la fotografia è molto colorata e si adatta alle scene.  Anche alcune transizioni sono degne di nota: sia quelle più semplici che quelle complesse.

L’unica cosa che non riesco a togliermi dalla testa è perché, nella profezia all’inizio, si può vedere (e sentire) King Ghidorah anche se non è assolutamente parte del film. È stato un modo per proiettare in avanti gli spettatori o un semplice e banale errore dovuto alla loro volontà di usare solo scene d’archivio invece di girarne di nuove? Forse non lo sapremo mai.

ARTICOLO DI

ILLUSTRAZIONE ORIGINALE DI MARS
TRADUZIONE DI GIULIA ULIVUCCI

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