domenica 29 marzo 2020

Il distruttore della vita (Recensione S.H. MonsterArts Destoroyah Special Color Version)

Il mondo dei collezionisti di figures è un mondo affascinante e sempre vivo, portato avanti da una passione di fondo innegabile o riproducibile in qualsiasi altro ambito. Proprio per questo, il nostro Lorenzo Tagliatti, collezionista di figures di draghi, kaiju e mostri, ci guiderà in questo affascinante mondo, fornendo consigli e raccomandazioni, a tutti gli aspiranti collezionisti o a quelli che già lo sono:

In primis mi sembra obbligatorio presentarvi Destoroyah in tutta la sua magnificenza; sicuramente uno degli antagonisti più potenti e feroci che Godzilla abbia mai dovuto fronteggiare, non per niente viene chiamato il Distruttore della Vita seppur apparve in un solo film “Godzilla vs Destoroyah" del 1995. Per quanto a prima vista lo si possa identificare come un kaiju simile ad un demone/drago, la sua vera natura è crostacea, infatti agli inizi era un piccolissimo crostaceo mutato grazie all’Oxygen Destroyer (arma usata per uccidere Godzilla nel suo primo film del 1954) da cui chiaramente prende il nome.  Questi piccolissimi organismi, raggruppandosi, riescono ad assumere forme più grandi ed evolute, come si vedrà nel film, perché questa che vedete è la forma finale di Destoroyah, prima di questa assunse altre tre forme: due terrestri simili a ragni o scorpioni e una aerea abbastanza dragonesca. Tutte quante dettero del filo da torcere a Godzilla e suo figli, ma ovviamente non bastarono nel suo scopo, coatringendolo ad evolvere ancora.
La figure è una delle più belle figure della linea S.H. MonsterArts, ossia, per per chi non lo sapesse, una nuova serie di figure standard che incorpora l’“arte” delle action figure BANDAI sotto il tema di “perseguire l’espressione del personaggio attraverso l'azione dei mostri”.

La mia è una special color version ossia una ri-edizione con colori diversi dalle prime che misero in commercio, questa differisce per una tonalità della pelle molto più scura e corno ed occhi gialli al posto di quelli tendenti al rosso/nero dell’originale, in più, al contraio della prima edizione, sprovvista di accessori (perché come vedremo in future recesioni alcune figure ne possiedono), questa in dotazione ha 8 Maser Tank divisi in due tipi ossia 4 e 4, utili per ricreare scene del film in caso si voglia costruire un diorama.
È comunque necessario precisare che queste figure non sono giocattoli e che quindi vanno maneggiate con estrema cura, specailmente questa, perché sono molto delicate e quindi non adatte ad essere sballottate a destra e sinistra: il loro scopo è puramente addetto al collezionismo e alla creazione di diorama. 

Per chi non lo sapesse un diorama non è altro che la ricostruzione in miniature di un paesaggio di qualunque genere dove chi lo assembla si diverte a ricreare scene ispirate a film, cartoni animati o semplicemente anche dalla natura stessa o scene di vita quotidiana, ovviamente più le miniature sono in scala fra loro più il tutto risulta bello. Ha origini greche, ma si sono diffusi grazie ai giapponesi che hanno una dote naturale a realizzarli. Per quanto mi riguarda è divertentissimo crearli e metterci dentro dei mostri giganti ricreaando le mie scene preferite dei film che ho guardato.
Questo modello è uno dei più fedeli al personaggio disponibili, alto più o meno 22 cm, apertura alare di quasi 40 e all’incirca una trentina da testa alla punta della coda, insomma abbastaza imponente a vedersi rispetto le classiche figure; è finemente dettagliato e molto articolato, presenta articolazioni in tutte le parti del corpo dalla punta della coda formata da 11 segmenti  e dalle due parti che formano la tenaglia alla fine di essa, alle 3 zanne posizionate ai lati delle fauci. Consiglio particolare attenzione con quelle, è facilissimo perderle. Le spalle collegano braccia e ali che, come si può vedere dalle foto, sono un blocco unico pieno di punti articolati, da artigli, polso e gomito fino ad ogni segmento della menbrana alare, anche il secondo paio di ali può ruotare e piegarsi leggermente.

I giunti delle gambe, più che per una funzione di piegatura, che c’è, ma accennata, fungono da rotazione, e lo stesso vale per quello del busto che consente lievi movimenti. Infine abbiamo la testa a partire dal collo formato da 4 segmenti, capaci di far piegare e ruotare la testa in varie direzioni, mentre il capo oltre al giunto attaccato al collo presenta le zanne ai lati nominate precedentemente e la mandibola inferiore fissata tramite un giunto sferico che oltre alla funzione apri/chiudi permette anche una sorta di inclinatura, quasi come quella che si ha quando si riceve un pugno in faccia.
Un pezzo da collezione di quelli tosti, ma, ovviamente, non gratis. Il signorino in questione è costato circa 140 euro, ma questo qualche anno fa. Precisamente, infatti, è un prodotto del 2017. La figure vale comunque tutti i soldi del suo prrzzo, ma ora come ora, se aveste la fortuna di trovarlo nuovo, il prezzo si avvicinerebbe o potrebbe superare i 200 euro.

Ultima cosa che in caso potrebbe incoraggiarvi a fare la pazzia è che un mio caro amico possiede la prima versione di  questa figure, lui non è fan di questa tipologia di ali forse un po’ scomoda lo ammetto anche io, ma d’effetto, mi ha comunicato che essendo una delle prime, le sue giunture non sono il massimo e, informadosi, crede che oltre ai colori diversi e gli 8 carriarmati, questa versione che possiedo (quindi la ri-edizione) sia anche più solita, infatti la sua presenta articolazioni deboli e i 7 segmenti da cui sono formate le ali erano così poco stabili che è stato costretto ad incollarli rinunciando alla mobilità. Suggerirei, quindi, che un pensierino a riguardo lo si possa fare. 
Spero che questa recesione vi sia stata utile rendondovi le idee più chiare in caso vogliate fare qualche pazzia!

Articolo di Lorenzo Tagliatti, revisione di Robb P. Lestinci

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